ciao a tutti quanti!
mi scuso della lunga assenza, sono successe tante cose e tante sono molto belle. ma non sempre avevo un computer sottomano. altre volte ero impegnata, ed altre dovevo mettere a fuoco tutti questi cambiamenti...
per cominciare, il 15 giugno è stato il mio ultimo giorno di lavoro! a causa di una forte crisi aziendale (annunciatissima, da due anni, ma vabbé), tutti noi dipendenti siamo stati costretti ad accettare un part time. lo so, sono incinta e lo so, sono protetta nessuno può costringermi a fare niente. però da noi funzionava che se non accettavi determinati "caldi" suggerimenti, subivi mobbing, trasferimenti a chilometri di distanza, richieste di rimborso soldi dati per sbaglio, insomma. la mia azienda ha molto nemici, e io non volevo andare a far parte della troppo nutrita schiera di questi. così ho dato le dimissioni, perché, e non molti lo sanno, ai sensi del d.lgs 151/2001, articoli 54 e 55, una donna incinta ha diritto, se dà le dimissioni, alla disoccupazione Naspi. che dura due anni. oltre che alla maternità obbligatoria.
e siccome la maternità, se avessi accettato il part time, sarebbe stata calcolata su metà stipendio (risultato, una miseria), e siccome l'azienda è severamente in crisi da anni e l'occasione di dimettermi era ghiotta ed economicamente mi conveniva, eccomi a casa.
per una donna incinta dimettersi non è semplicissimo: deve andare alla direzione provinciale del lavoro a farsi convalidare le dimissioni e confermare che no, non è stata costretta a licenziarsi. cosa non sempre vera. nel mio caso però lo era, e quindi niente, me ne sono andata.
spero di poter collaborare con emme. lo spero, intanto però cerco di godermi questi momenti, dato che ho dovuto battagliare con l'inps per poter avere la disoccupazione e l'ho ottenuta solo venerdì.
altra cosa bella, morfologica fatta ieri.
ebbene si, signori e signore, si tratta di una BAMBINA!!!! lo sapevo lo sapevoooooohhhhhhhhhhh
però il nome chiara mi si è un po' spento nell'immaginario. l'ho usato e riusato e adesso bho. non ci piace più come prima.
è bella, anzi è perfetta. il cuore batte come una locomotiva, tutti gli organi funzionano, polmoni in forma (anche se naturalmente sono ancora imballati, mai usati), reni fegato stomaco vescica cistifellea cervello cervelletto tutto perfetto (io l'ho sempre detto che nonostante sia giovane, è già più intelligente di sua madre) (non ci vuole tanto eh)
dall'immagine 3d, che forse è stupido da dire dato che è una ricostruzione, ma è emozionante, sembra che abbia i miei occhi e le mie sopracciglia. e il nasino di emme.
ed è altissima, 24 cm alla 21 settimana! una cavallona! campionessa di salto in alto, come il nonno mio papà, nella cui famiglia tutti (tranne me) sono alti e magri. io sono 1,55, emme 1,65. quindi l'unica spiegazione è il gene di mio padre.....
ha un visetto sbarazzino che mi ispira un nome divertente. mi piacerebbe tanto cecilia, oppure irene. o susanna come la bambina dei formaggini. oppure elena. qualcosa di dolce e un pochino buffo.
mentre pensavo a queste cose la guardavo sul monitor, emme diceva "un bambina, una bambina, oddio che bello una bambina" e lei ci ha mandato i bacini con la mano dal monitor.
inutile dire che sono fottuta.
andata.
i miei occhi lanciano quori.
come due mitragliatori di QUORI
e non riesco a svegliarmi da questo bellissimo sogno
per chi ama la serie tv Game of Thrones
questa notte ho sognato che emme era Targaryen
e di conseguenza anche la bimba aveva sangue Targaryen.
tra i miei contatti c'è una ragazza che di mestiere fa artigianalmente lavoretti deliziosi, addobbi natalizi e fiocchi per nascite, è creativa, sarta, decoratrice.
mi propone un fiocco co dei draghetti e una mini-Danenerys col ciuccio, seduta sul Trono di Spade
io entusiasta!!!
sono divorziata eppure talmente naif da sembrare una bambinetta cretina. anzi, SONO una bambinetta cretina
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mercoledì 20 luglio 2016
martedì 8 marzo 2016
Otto Marzo
tra una lista sinistri e un po' di pioggia e un computer che non funziona e il freddo fuori, alla fine oggi è la festa della donna.
e non riesco proprio a gioire, del fatto di essere donna.
questo perché la maggior parte dei difetti femminili sono anche i miei difetti.
1) per esempio, il mio peggiore e inconfessabile, l'invidia.
sei più bella di me. più ricca di me. più intelligente di me. più intonata di me. hai capito le cose prima di me. i fattori, questi, che ingoio a malapena. ci provo, davvero, ma non ci riesco sempre, anche se sto facendo dei progressi. quello che prima per me era ingestibile per un mese e mezzo, ora diventa ingestibile in una settimana.
ricordo che anni fa frequentavo delle altre persone, e tra queste c'era una ragazza bellissima. ma proprio una specie di cerbiatto con gli occhi da angelo e un corpo da amazzone. di mestiere era ballerina, che io sappia lo è ancora. parlava le lingue essendo bilingue. e in qualsiasi momento della giornata, nonostante fosse una fumatrice, profumava di fiori.
io volevo sfigurarla e per questa cosa sono stata malissimo per un mese e mezzo, appunto. solo la sua esistenza mi gettava nella disperazione.
questo è un difetto tipicamente femminile del quale non riesco a liberarmi.
2) per esempio, l'apprensione.
io sto in ansia per tutto. emme esce, va a fare la spesa, non torna subito e per strada passa un'ambulanza. ecco che in zerodue gli telefono e se non risponde lo richiamo e lo richiamo per chiedergli se sta bene. ok questo non succede proprio sempre, ma spesso. se mia mamma non risponde al cellulare e neanche al fisso io mi agito come una furia. se mi attraversa la mente che forse ho per sbaglio tritato quel documento di lavoro importantissimo ed è sabato mattina, l'angoscia mi chiude la gola per l'intero weekend. se uno dei miei gatti non salta fuori in casa perché si è nascosto, la prima idea è correre in strada e controllare che non si sia lanciato dal balcone, col cuore a duecento. non è vita. è fuori controllo. e non so proprio come gestire questo lato di me.
3) per esempio, la curiosità.
suona il telefono e mi mordo la lingua prima di chiedere "chi era?". perché di istinto, lo farei. vorrei controllare tutto, lurkare tutto, sentire che se voglio le informazioni sono tutte nel mio pugno. la cosa è stupida, non ha senso, è piuttosto sgradevole da subìre e inutile nel praticarla. se uno vuole farti cornuta lo fa lo stesso, e se è furbo ti dà l'illusione di avere il controllo e dalla porta del retro ti fa fessa come niente, se sei una donna. perché diciamolo, spesso le donne sono abbastanza fesse....la curiosità nelle peggiori delle situazioni poi sfocia nel pettegolezzo, nel gossip. che bello sapere, sentire dettagli pruriginosi sull'amico, sul collega. peccato che quei dettagli magari sono la descrizione di una situazione che in quell'amico, in quel collega, stanno generando una grande sofferenza. il gossip difficilmente è indolore, il rispetto per l'intimità altrui, spesso ignorato dalla maggior parte delle donne.
4) per esempio, l'attaccamento alle cose materiali.
dove per "materiali" intendo proprio gli OGGETTI. non riesco a buttare via nulla, tutto per me ha un valore affettivo inestimabile, mi circondo di cartacce di caramelle, ritagli di giornale, raccatto orsacchiotti da terra, non riesco a buttare via i pantaloni mangiati da pablino il gatto epilettico. se per errore rompo un bicchiere cui tengo sono pianti disperati. se infeltrisco un maglione mi armo di balsamo pantène per capelli lisci effetto seta e cerco di rianimarlo (molto spesso, devo dire, con successo).il risultato è un disordine immane, che rispecchia, temo, il mio caos interiore. perché alla fine non trovo mai niente in mezzo al mio casino.
5) per esempio, la vanità.
pausa caffè, le colleghe ridono. e la sensazione che mi stiano guardando. e ridendo di me. per esempio, la sensibilità ai complimenti e alle lusinghe. l'estrema facilità con cui mi sento esclusa e messa da parte, giudicata se ho detto oppure non ho detto, la perpetua ansia da prestazione che mi impedisce di essere spontanea.
6) per esempio, l'ambiguità.
che sarebbe la difficoltà di dire quello che penso. si vuol dire non so, non so vuol dire no, no vuol dire si. mi sforzo, lo giuro, mi sforzo di dire quello che penso, ci riesco a patto di fare un lunghissimo, eterno lavoro di cesello sulle parole. se devo dire una cosa brutta la dico in un modo talmente edulcorato e arzigogolato che poi alla fine non si capisce niente. pane al pane, vino al vino. ti piace apocalypse now? ecco, no. secondo me è un film che fa schifo. e non mi ha fatto ridere Frankenstein jr. e no grazie il cioccolatino non lo rpendo, perché a me purtroppo la cioccolata dà allo stomaco oltre che sui nervi. da queste cose dovrei partire, per migliorare.
tutti questi sono difetti brutti, proprio brutti, e sono arcisicura che l'elenco sarebbe ancora molto lungo.
vorrei proprio tanto questo otto marzo, non tanto cercare di diffondere il fatto che l'icnendio della Cotton Factory è in realtà una bufala, quanto annotare questi pensieri per migliorare. ché a fare il maschiaccio coi capelli scarmigliati e coi buchi sulla maglia per poi perdersi in banalissimi bicchieri d'acqua, son capaci tutti.
buona festa della donna. fatemi gli auguri. ne ho bisogno.
e non riesco proprio a gioire, del fatto di essere donna.
questo perché la maggior parte dei difetti femminili sono anche i miei difetti.
1) per esempio, il mio peggiore e inconfessabile, l'invidia.
sei più bella di me. più ricca di me. più intelligente di me. più intonata di me. hai capito le cose prima di me. i fattori, questi, che ingoio a malapena. ci provo, davvero, ma non ci riesco sempre, anche se sto facendo dei progressi. quello che prima per me era ingestibile per un mese e mezzo, ora diventa ingestibile in una settimana.
ricordo che anni fa frequentavo delle altre persone, e tra queste c'era una ragazza bellissima. ma proprio una specie di cerbiatto con gli occhi da angelo e un corpo da amazzone. di mestiere era ballerina, che io sappia lo è ancora. parlava le lingue essendo bilingue. e in qualsiasi momento della giornata, nonostante fosse una fumatrice, profumava di fiori.
io volevo sfigurarla e per questa cosa sono stata malissimo per un mese e mezzo, appunto. solo la sua esistenza mi gettava nella disperazione.
questo è un difetto tipicamente femminile del quale non riesco a liberarmi.
2) per esempio, l'apprensione.
io sto in ansia per tutto. emme esce, va a fare la spesa, non torna subito e per strada passa un'ambulanza. ecco che in zerodue gli telefono e se non risponde lo richiamo e lo richiamo per chiedergli se sta bene. ok questo non succede proprio sempre, ma spesso. se mia mamma non risponde al cellulare e neanche al fisso io mi agito come una furia. se mi attraversa la mente che forse ho per sbaglio tritato quel documento di lavoro importantissimo ed è sabato mattina, l'angoscia mi chiude la gola per l'intero weekend. se uno dei miei gatti non salta fuori in casa perché si è nascosto, la prima idea è correre in strada e controllare che non si sia lanciato dal balcone, col cuore a duecento. non è vita. è fuori controllo. e non so proprio come gestire questo lato di me.
3) per esempio, la curiosità.
suona il telefono e mi mordo la lingua prima di chiedere "chi era?". perché di istinto, lo farei. vorrei controllare tutto, lurkare tutto, sentire che se voglio le informazioni sono tutte nel mio pugno. la cosa è stupida, non ha senso, è piuttosto sgradevole da subìre e inutile nel praticarla. se uno vuole farti cornuta lo fa lo stesso, e se è furbo ti dà l'illusione di avere il controllo e dalla porta del retro ti fa fessa come niente, se sei una donna. perché diciamolo, spesso le donne sono abbastanza fesse....la curiosità nelle peggiori delle situazioni poi sfocia nel pettegolezzo, nel gossip. che bello sapere, sentire dettagli pruriginosi sull'amico, sul collega. peccato che quei dettagli magari sono la descrizione di una situazione che in quell'amico, in quel collega, stanno generando una grande sofferenza. il gossip difficilmente è indolore, il rispetto per l'intimità altrui, spesso ignorato dalla maggior parte delle donne.
4) per esempio, l'attaccamento alle cose materiali.
dove per "materiali" intendo proprio gli OGGETTI. non riesco a buttare via nulla, tutto per me ha un valore affettivo inestimabile, mi circondo di cartacce di caramelle, ritagli di giornale, raccatto orsacchiotti da terra, non riesco a buttare via i pantaloni mangiati da pablino il gatto epilettico. se per errore rompo un bicchiere cui tengo sono pianti disperati. se infeltrisco un maglione mi armo di balsamo pantène per capelli lisci effetto seta e cerco di rianimarlo (molto spesso, devo dire, con successo).il risultato è un disordine immane, che rispecchia, temo, il mio caos interiore. perché alla fine non trovo mai niente in mezzo al mio casino.
5) per esempio, la vanità.
pausa caffè, le colleghe ridono. e la sensazione che mi stiano guardando. e ridendo di me. per esempio, la sensibilità ai complimenti e alle lusinghe. l'estrema facilità con cui mi sento esclusa e messa da parte, giudicata se ho detto oppure non ho detto, la perpetua ansia da prestazione che mi impedisce di essere spontanea.
6) per esempio, l'ambiguità.
che sarebbe la difficoltà di dire quello che penso. si vuol dire non so, non so vuol dire no, no vuol dire si. mi sforzo, lo giuro, mi sforzo di dire quello che penso, ci riesco a patto di fare un lunghissimo, eterno lavoro di cesello sulle parole. se devo dire una cosa brutta la dico in un modo talmente edulcorato e arzigogolato che poi alla fine non si capisce niente. pane al pane, vino al vino. ti piace apocalypse now? ecco, no. secondo me è un film che fa schifo. e non mi ha fatto ridere Frankenstein jr. e no grazie il cioccolatino non lo rpendo, perché a me purtroppo la cioccolata dà allo stomaco oltre che sui nervi. da queste cose dovrei partire, per migliorare.
tutti questi sono difetti brutti, proprio brutti, e sono arcisicura che l'elenco sarebbe ancora molto lungo.
vorrei proprio tanto questo otto marzo, non tanto cercare di diffondere il fatto che l'icnendio della Cotton Factory è in realtà una bufala, quanto annotare questi pensieri per migliorare. ché a fare il maschiaccio coi capelli scarmigliati e coi buchi sulla maglia per poi perdersi in banalissimi bicchieri d'acqua, son capaci tutti.
buona festa della donna. fatemi gli auguri. ne ho bisogno.
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martedì 17 novembre 2015
quella voglia di annotare pensieri, sapete. e anche di criticare.
quella che ti viene anche se non hai niente di definito da scrivere, e che è la responsabile dell'intasamento del web. quella che spesso fa scrivere ai più, anche come messaggio di stato di fb, "quante str*****e riesce a dire l'italiano medio normalmente".
ecco.
io stavo riflettendo proprio su questo, in una pausa da lavoro, e ho digitato su Google per curiosità la frase "descrizione di una persona stupida".
sono incappata in un blog, che non linko, un blog di una certa pretesa, scritto da una signora non più tanto giovane. il post in questione spiegava come relazionarsi con una persona non toppo intelligente.
come al solito però, il ritratto della persona non troppo intelligente corrispondeva sostanzialmente con la sottoscritta, ma essendo superata ormai la fase premestruale ho stretto i denti e ho proseguito la lettura. dell'intero post, e anche di qualche altro in questo blog.
l'autrice ad un certo punto narra di essere stata presentata, ad una festa, ad una persona, una donna, che non faceva altro che parlare dei suoi amanti, tutti uomini che contano. delle sue malattie. che civettava, che era ormai vecchia e brutta, e sfatta, che si vantava di qualità che non aveva, tanto che il dubbio mi è sorto: ma vuoi vedere che questa festa è durata trentasette anni? cioè, l'autrice del blog descrive questa persona conosciuta ad una festa con una dovizia di particolari che le ipotesi che mi sono venute in mente per spiegare l'arcano (ad una festa se uno ti sta sui cogl... ehm... sui cabbasisi in genere non ci resti assieme così a lungo da venire a sapere così tante cose sul suo conto) sono le seguenti:
1) la donna conosciuta alla festa è sua sorella
2) la donna conosciuta ad una festa è immaginaria
3) la donna conosciuta ad una festa è lei stessa
ho trovato acrimonia, specie nei confronti delle donne, nonostante il blog si proponga di essere un supporto ed una guida per le donne che hanno superato una certa età, per tornare di nuovo a sedurre, a comportarsi con eleganza, ad essere delle vere Signore insomma. ma se vuoi che una sia una vera Signora non puoi istigarmela all'odio, figlia mia. nei confronti poi, di categorie di donne etichettate con la cucitrice.
una menzione particolare va al concetto di "gatta morta", che, sostiene l'autrice, è sempre minuta bassa e tendenzialmente bionda, al massimo castana. mai rossa o bruna DI CAPELLI.
un concetto occamistico, direi. anzi, lombrosiano. In base alla statura, alla corporatura, alla pigmentazione, riesci a determinare il gattamortismo di una donna.
una sequela senza fine di luoghi comuni. sulle bionde sulle cozze sulle vecchie, sull'eleganza, sui costumi moderni così privi di buon gusto. eccetera eccetera eccetera.
una così viene a dare lezioni di come ci si deve rapportare con una persona poco intelligente.
Perché?
la risposta non la conosco, ma il sapore che sentivo in bocca leggendo era l'amaro del sangue di una ferita della quale non ci siamo neanche accorti.
e l'acido di una donna che porta un fardello di anni e deve dimostrare di essere non ancora ingobbita dalla tristezza e dalla vecchiaia.
è per questo
che in questo blog mi sfogo, ammetto le mie debolezze, mi spoglio proprio della maschera a costo di sembrare infantile, non me ne frega, ma proprio no, e non do lezioni ad anima viva. non voglio essere come la povera donna in questione, che sicuramente fa un mestiere prestigioso e sarà SICURAMENTE meglio di come appare da ciò che scrive.
mi ha fatto molta tristezza.
non l'ho commentata.
non so se avrei dovuto.
OH, a meno che non fosse un FAKE. in quel caso, i miei complimenti
ecco.
io stavo riflettendo proprio su questo, in una pausa da lavoro, e ho digitato su Google per curiosità la frase "descrizione di una persona stupida".
sono incappata in un blog, che non linko, un blog di una certa pretesa, scritto da una signora non più tanto giovane. il post in questione spiegava come relazionarsi con una persona non toppo intelligente.
come al solito però, il ritratto della persona non troppo intelligente corrispondeva sostanzialmente con la sottoscritta, ma essendo superata ormai la fase premestruale ho stretto i denti e ho proseguito la lettura. dell'intero post, e anche di qualche altro in questo blog.
l'autrice ad un certo punto narra di essere stata presentata, ad una festa, ad una persona, una donna, che non faceva altro che parlare dei suoi amanti, tutti uomini che contano. delle sue malattie. che civettava, che era ormai vecchia e brutta, e sfatta, che si vantava di qualità che non aveva, tanto che il dubbio mi è sorto: ma vuoi vedere che questa festa è durata trentasette anni? cioè, l'autrice del blog descrive questa persona conosciuta ad una festa con una dovizia di particolari che le ipotesi che mi sono venute in mente per spiegare l'arcano (ad una festa se uno ti sta sui cogl... ehm... sui cabbasisi in genere non ci resti assieme così a lungo da venire a sapere così tante cose sul suo conto) sono le seguenti:
1) la donna conosciuta alla festa è sua sorella
2) la donna conosciuta ad una festa è immaginaria
3) la donna conosciuta ad una festa è lei stessa
ho trovato acrimonia, specie nei confronti delle donne, nonostante il blog si proponga di essere un supporto ed una guida per le donne che hanno superato una certa età, per tornare di nuovo a sedurre, a comportarsi con eleganza, ad essere delle vere Signore insomma. ma se vuoi che una sia una vera Signora non puoi istigarmela all'odio, figlia mia. nei confronti poi, di categorie di donne etichettate con la cucitrice.
una menzione particolare va al concetto di "gatta morta", che, sostiene l'autrice, è sempre minuta bassa e tendenzialmente bionda, al massimo castana. mai rossa o bruna DI CAPELLI.
un concetto occamistico, direi. anzi, lombrosiano. In base alla statura, alla corporatura, alla pigmentazione, riesci a determinare il gattamortismo di una donna.
una sequela senza fine di luoghi comuni. sulle bionde sulle cozze sulle vecchie, sull'eleganza, sui costumi moderni così privi di buon gusto. eccetera eccetera eccetera.
una così viene a dare lezioni di come ci si deve rapportare con una persona poco intelligente.
Perché?
la risposta non la conosco, ma il sapore che sentivo in bocca leggendo era l'amaro del sangue di una ferita della quale non ci siamo neanche accorti.
e l'acido di una donna che porta un fardello di anni e deve dimostrare di essere non ancora ingobbita dalla tristezza e dalla vecchiaia.
è per questo
che in questo blog mi sfogo, ammetto le mie debolezze, mi spoglio proprio della maschera a costo di sembrare infantile, non me ne frega, ma proprio no, e non do lezioni ad anima viva. non voglio essere come la povera donna in questione, che sicuramente fa un mestiere prestigioso e sarà SICURAMENTE meglio di come appare da ciò che scrive.
mi ha fatto molta tristezza.
non l'ho commentata.
non so se avrei dovuto.
OH, a meno che non fosse un FAKE. in quel caso, i miei complimenti
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martedì 10 marzo 2015
sono orso
sono sempre su unitedcats perché lì c'è il blog dei miei gatti. la piattaforma è terribile, kitsh e pesantissima da caricare e indubbiamente scomoda ma lì parlo di gatti senza infastidire nessuno se non gente che i gatti li ama e quindi siamo un po' gente fatta della stessa pasta.
non scrivo quasi mai qui perché alla fine gira e volta direi solo le stesse cose.
di nuovo c'è che
- ho il contratto a tempo indeterminato. sono nello jobs act
- sono stata ripresa perché mi vesto male e quindi sono dovuta andare a cercarmi quei tre (sono esattamente tre) vestiti più "carini" per il quieto vivere di non sentirmi addosso gli occhi del responsabile del personale che dice che vestirsi male è una mancanza di rispetto (e questa frase io non la capisco, non ci arrivo e non mi appartiene)
- mi sono operata ad un occhio di cataratta, ora manca il prossimo occhio e poi avrò la vista da falco. ma stare con un occhio che vede 10/10 e l'altro con - 7,50 diottrie è scompensante, anche se dopo un mese mi sono persino abituata
- abbiamo montato una bellissima doccia in bagno, acquistata da Leroy Merlin, e anche dei pannelli che hanno trasformato la vasca da bagno in una doccia vera. il diametro del soffione è trenta centimetri, roba che neanche alle terme. spesa complessiva, 150 euro. bella storia
di vecchio, le solite cose
- odio le donne
- non sono incinta
- starei tutta la notte a guardare serie tv truculente per poi pentirmene amaramente alle sei e un quarto quando suona la sveglia
- l'alcolismo avanza
- il tabagismo pure
ecco.
sono un orso. sempre peggio. questa è la verità
non scrivo quasi mai qui perché alla fine gira e volta direi solo le stesse cose.
di nuovo c'è che
- ho il contratto a tempo indeterminato. sono nello jobs act
- sono stata ripresa perché mi vesto male e quindi sono dovuta andare a cercarmi quei tre (sono esattamente tre) vestiti più "carini" per il quieto vivere di non sentirmi addosso gli occhi del responsabile del personale che dice che vestirsi male è una mancanza di rispetto (e questa frase io non la capisco, non ci arrivo e non mi appartiene)
- mi sono operata ad un occhio di cataratta, ora manca il prossimo occhio e poi avrò la vista da falco. ma stare con un occhio che vede 10/10 e l'altro con - 7,50 diottrie è scompensante, anche se dopo un mese mi sono persino abituata
- abbiamo montato una bellissima doccia in bagno, acquistata da Leroy Merlin, e anche dei pannelli che hanno trasformato la vasca da bagno in una doccia vera. il diametro del soffione è trenta centimetri, roba che neanche alle terme. spesa complessiva, 150 euro. bella storia
di vecchio, le solite cose
- odio le donne
- non sono incinta
- starei tutta la notte a guardare serie tv truculente per poi pentirmene amaramente alle sei e un quarto quando suona la sveglia
- l'alcolismo avanza
- il tabagismo pure
ecco.
sono un orso. sempre peggio. questa è la verità
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giovedì 30 gennaio 2014
"il mio primo ciclo"
leggo su facebook di un gruppo di ragazze che hanno fondato la pagina facebook con questo titolo. il mio primo ciclo. dove si parla delle prime esperienze mestruali.
e chi usava l'assorbente grande, la mutanda nera, la mamma che senza il minimo pudore segnava sul calendario le date.
io ho NASCOSTO LE NOTIFICHE. mi disturbava proprio vedere questo gineceo dialogare su una cosa invereconda come quella.
ma il ciclo è una cosa naturale, potrebbe obbiettare chi legge. e io rispondo che anche la merda è naturale, anche il mal di denti, la vigliaccheria e le caccole tra le dita dei piedi, ma non per questo si deve fingere che sia una cosa bella e parlarne quasi orgogliosi di poterlo fare.
sono ginofobica. le donne mi mettono ansia. paura. e sconforto.
le donne non sanno fare un cazzo e quello che sanno fare lo sanno fare grazie agli uomini. le poche volte che ho stima di me stessa è quando faccio cose da maschio, come ad esempio trasportare pesi andare dal meccanico imbiancare una parete o bestemmiare o ubriacarmi.
o meglio. le donne sanno fare molte cose, ma quello che sanno fare è l'esatto contrario delle cose che penso siano importanti nella vita.
sanno spaccare il capello in 4
sanno piangere e fare pena
sanno consigliarti trucco e parrucco
sanno spendere cifre esorbitanti in abiti scarpe borsette parrucchiere
sanno tutto sulle cure naturali
si incazzano e non si sanno dominare
sono instabili
sono deboli
alcune di queste cose fanno parte di me e pertanto le ammazzo e cerco di mortificarle. tempo fa avevo paura di guidare l'auto. ero terrorizzata. così, considerando questa fobia tipicamente femminile, mi sono arrabbiata. e ho cominciato a sbattermi una spazzola di legno contro il cranio. e più paura avevo più forte sbattevo
il risultato è stato la testa piena di bernoccoli
e un'auto da guidare.
perché è così che vanno trattate le donne. a sprangate in testa.
un'altra volta ho avuto la gastrite a causa dei troppi caffè bevuti. e ho cominciato a berne ancora di più e a cercare di essere felice del male allo stomaco che sentivo, se fossi stata uomo non credo mi sarebbe venuta la gastrite. il risultato sono stati meritatissimi crampi. perché è così che vanno trattate le donne, intossicate e avvelenate fino a quando non diventano forti come un uomo.
il mio primo ciclo è stato in quinta elementare. avevo 10 anni. compagne di scuola belle come fili d'erba che giocavano con le barbie, io già in sovrappeso e potenzialmente in grado di concepire figli. di quel giorno ricordo il dolore e la sporcizia. avevo l prove col coro dei bambini e stavo male ma mia madre, alla quale ho confessato la vergogna, mi ci ha mandato ugualmente.
quando ho avuto l'età della ragione (e ogni mese dissenteria e 39 di febbre) ho iniziato ad imbottirmi di aulin. otto, dieci pastiglie nelle prime 12 ore di ciclo. aulin aulin aulin. mi avevano detto che sarei morta, che lo avrebbero ritirato dal commercio. meglio, pensavo.
poi niente. è finita. ora prendo la pillola ed è finita. uso i Tampax. prendo la pillola pur fumando 30 sigarette al giorno. rischio la trombosi? bene perfetto vediamo se è vero.
questa è la femminilità per me. una cosa da sfidare, ammazzare, avvelenare e mortificare.
e chi usava l'assorbente grande, la mutanda nera, la mamma che senza il minimo pudore segnava sul calendario le date.
io ho NASCOSTO LE NOTIFICHE. mi disturbava proprio vedere questo gineceo dialogare su una cosa invereconda come quella.
ma il ciclo è una cosa naturale, potrebbe obbiettare chi legge. e io rispondo che anche la merda è naturale, anche il mal di denti, la vigliaccheria e le caccole tra le dita dei piedi, ma non per questo si deve fingere che sia una cosa bella e parlarne quasi orgogliosi di poterlo fare.
sono ginofobica. le donne mi mettono ansia. paura. e sconforto.
le donne non sanno fare un cazzo e quello che sanno fare lo sanno fare grazie agli uomini. le poche volte che ho stima di me stessa è quando faccio cose da maschio, come ad esempio trasportare pesi andare dal meccanico imbiancare una parete o bestemmiare o ubriacarmi.
o meglio. le donne sanno fare molte cose, ma quello che sanno fare è l'esatto contrario delle cose che penso siano importanti nella vita.
sanno spaccare il capello in 4
sanno piangere e fare pena
sanno consigliarti trucco e parrucco
sanno spendere cifre esorbitanti in abiti scarpe borsette parrucchiere
sanno tutto sulle cure naturali
si incazzano e non si sanno dominare
sono instabili
sono deboli
alcune di queste cose fanno parte di me e pertanto le ammazzo e cerco di mortificarle. tempo fa avevo paura di guidare l'auto. ero terrorizzata. così, considerando questa fobia tipicamente femminile, mi sono arrabbiata. e ho cominciato a sbattermi una spazzola di legno contro il cranio. e più paura avevo più forte sbattevo
il risultato è stato la testa piena di bernoccoli
e un'auto da guidare.
perché è così che vanno trattate le donne. a sprangate in testa.
un'altra volta ho avuto la gastrite a causa dei troppi caffè bevuti. e ho cominciato a berne ancora di più e a cercare di essere felice del male allo stomaco che sentivo, se fossi stata uomo non credo mi sarebbe venuta la gastrite. il risultato sono stati meritatissimi crampi. perché è così che vanno trattate le donne, intossicate e avvelenate fino a quando non diventano forti come un uomo.
il mio primo ciclo è stato in quinta elementare. avevo 10 anni. compagne di scuola belle come fili d'erba che giocavano con le barbie, io già in sovrappeso e potenzialmente in grado di concepire figli. di quel giorno ricordo il dolore e la sporcizia. avevo l prove col coro dei bambini e stavo male ma mia madre, alla quale ho confessato la vergogna, mi ci ha mandato ugualmente.
quando ho avuto l'età della ragione (e ogni mese dissenteria e 39 di febbre) ho iniziato ad imbottirmi di aulin. otto, dieci pastiglie nelle prime 12 ore di ciclo. aulin aulin aulin. mi avevano detto che sarei morta, che lo avrebbero ritirato dal commercio. meglio, pensavo.
poi niente. è finita. ora prendo la pillola ed è finita. uso i Tampax. prendo la pillola pur fumando 30 sigarette al giorno. rischio la trombosi? bene perfetto vediamo se è vero.
questa è la femminilità per me. una cosa da sfidare, ammazzare, avvelenare e mortificare.
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